Coreografia: Kader Attou
Musica: Philippe Jacquot
Scenografia: Gilles Rondo
Costumi: Nadia Genez
Disegno Luci: Françoise Michel
Danzatori: Kader Attou, Vaishali Trivedi, Prashant Shah, Jorge Luciano Neres de Carvalho,
Jorge Sankler Neres de Carvalho,
Hichem Serir Abdallah, Clarisse Doukpe Tchellas,
Tho Anothai, Pierre Bolo
Produzione: Compagnia Accrorap, Prisme Saint-Quentin-en-Yvelines, Espace Planoise Besançon,
Centre
Chorégraphique National de Franche-Compté Belfort,
AFAA / DRAC Region Franche-Compté, Fondation Beaumarchais.
La compagnia Accrorap é sostenuta da: Ministère de la Culture et Communication,
DRAC Franche-Compté, Region Franche-Compté, Ville de Besançon
Dalla metà degli anni '80 in poi il movimento hip hop, nella sua evoluzione , ha prodotto forme di musica-danza-immagine che coniugano la danza di strada a forme coreografiche più strutturate, capaci di dialogare con la danza contemporanea " ufficiale ". Il fermento di rivolta acquista maggiore consapevolezza artistica e s'impone come una nuova sensibilità, ospitata nei festival e nei teatri con competizioni e appuntamenti dedicati. I suoi interpreti si raccolgono in gruppi multietnici, portavoci di una world dance, spesso carica di aspirazioni egalitarie e di valori solidaristici.
ACCRORAP, sulle scene dal 1989 e attualmente riconosciuta come una fra le formazioni francesi più note al mondo, sperimenta l'incontro fra la danza hip hop e altre culture, altre discipline, assumendo la questione del " métissage " e la nozione di " cittadini del mondo ", come emblema della propria dinamica creatività.
Nella nuova creazione "Les corps étrangers " il leader della compagnia Kader Attou utilizza la danza hip hop, che si può considerare un'originale forma artistica sviluppatasi in tutti i continenti in risposta al fenomeno della globalizzazione, come strumento per incontrare " l' altro" senza pregiudizi. Le prove si sono svolte mediante residenze incrociate in Francia, Brasile e India, affinché ciascuno s'impregnasse della cultura dell'altro, ma le " differenze culturali " non sono il vero tema dello spettacolo; Kader Attou s'interroga piuttosto sulla condizione umana, e la sua danza, partendo da un vocabolario molto ricco, ci mostra un' umanità danzante in cui il rapporto con l'altro si crea, di volta il volta, nella fragilità, nel conflitto e nella poesia.
La creazione musicale e la scenografia sono associate ad un'opera pittorica fortemente simbolica e drammatica, Il giudizio universale (1451), capolavoro di Rogier Van der Weyden, esposto agli Hospices de Beaune. Il dipinto, realizzato alla fine del Medioevo in un' Europa dilaniata dalle guerre e dalla peste, esprime tutto l'afflato mistico e spirituale in cui l'uomo sofferente cerca conforto e consolazione. Qui, viene " attualizzato " da Gilles Rondot con intarsi contemporanei, fino a diventare uno scenario che scavalca il tempo. I corpi di cui parla il titolo dello spettacolo, infatti, sono anche quelli che si confrontano con la malattia, il terrorismo, l'integralismo e i conflitti d' identità della nostra epoca.
".....Facendo eco all'immagine, la danza cerca di costruire delle passerelle tra qui e laggiù, tra il mondo materiale e la spiritualità...In un mondo globale dove tutto si deve ridefinire, i danzatori apportano la loro personalità e un pò della loro cultura, pur mettendosi al servizio di una sorta d'epopea umana...".( Gilles Rondot ). Così, nelle musiche di Philippe Jacquot, dove coesistono elementi diversi - canti arabo andalusi, flauto indiano, pianoforte, mandolino, effetti sonori, battiti del cuore, suoni sintetici, hip hop - per creare una partitura melodico-ritmica rappresentativa del dolore e del lamento dell'uomo.
"...Gli stessi elementi eterogenei che convivono nella danza, esprimono la ricchezza della nostra epoca aperta sul mondo...Dall'esultanza dei ritmi popolari, al raccoglimento della musica erudita, dai corpi all'anima, essi riflettono semplicemente la nostra condizione umana.
( Philippe Jacquot )
La danza di ACCRORAP trova la propria originalità nella ricerca d'identità di coloro che l' hanno inventata, nei loro conflitti, nei loro choc e nelle contraddizioni che la rendono dinamica...integrazione/esclusione, modernità/tradizione, cultura di strada/conservatorio, Africa/ Europa, Oriente/Occidente, spontaneità/rigore... Un altro vocabolario per la danza contemporanea...un senso nuovo,
una nuova funzione.
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