Coreografia: Chantal Loïal
Assistente alla coreografia: Nadine Mondziaou
Collaborazione alla realizzazione: Nadine Mondziaou
Danzatori: Emmanuelle Cherioux,
Nadine Mondziaou,
Tania Jean,
Rita Ravier,
Julie Sicher
Composizione e direzione musicale: Jacques Delamare
Musicisti: Jacques Delamare,
Viviane Arnoux,
Sébastien Malerbe,
Laurent Loit
Luci: Eric Pernot
Tecnico luci : Scott Bolman
Costumi : Olivier Bernard
Spettacolo coprodotto da Centre Chorégraphique National de Nancy,
Centre Chorégraphique d’Orléans, Scéne National de Vandoeuvre.
Aski Paré – Un amore della Guadalupa
Viene dalla Guadalupa, una delle piccole Antille francesi e più esattamente dalla sua capitale Pointe-à-Pitre,
la coreografa Chantal Loïal che abbiamo conosciuto e visto danzare ripetutamente nella leggiadra compagnia
Montalvo-Hervieu.
Ma questa volta Chantal presenta il suo gruppo, Difé Kako, fondato a Parig
i nel 1994, e una piéce, Aski Paré esplicativa della sua inesausta e
appassionata attività di divulgazione della tradizione musicale
e danzata , delle Antille e dell’Africa.
A differenza di tanti protagonisti della coreografia odierna,
Chantal non punta a far emergere o ad amalgamare le differenze culturali, i modi di danzare opposti,
di vivere e riflettere sulle esperienze quotidiane .
Pur essendosi destreggiata con estrema professionalità tra tante
e diverse compagnie contemporanee francesi (quella di Jérôme Deschamps, ad esempio)
e avendo appreso il valore della lentezza, del silenzio,
delle nuances del movimento anche infinitesimale, Chantal Loïal preferisce far rivivere ad ogni spettacolo lo spirito
del “léwoz” ossia della festa intesa come riunione famigliare di danza e
musica percussiva, tipica delle Antille, già ai tempi della schiavitù.
Dice Chantal : “nelle Antille la danza è veloce ed energica,
il folclore è un cataclisma, che non deve mai annoiare il pubblico”.
Certo, nel soggetto di Aski Paré –storia della frustrazione
femminile all’indomani della fine di un amore – e nella sua
spoglia messinscena ravvisiamo più di un collegamento con la danza
europea; una sedia, come in tante scene del teatrodanza, marca
l’assenza dell’uomo desiderato in una lucida e a tratti feroce cronaca di un abbandono.
La Loïal nutre il suo Aski Paré di accortezze coreografiche occidentali.
Cinque interpreti, tra le quali non compare la coreografa,
danzano e cantano il loro dolore e in questo sfogo sublimano
la sofferenza nel tentativo di risorgere.
La passionalità del movimento, mescolato alla potenza delle
percussioni, alla nostalgia della fisarmonica e al graffio del basso-chitarra
(tutte le musiche create ad hoc ripercorrono il
repertorio tradizionale africano e delle Antille), polverizza
ciò che di negativo esiste nella fine di un amore per dar vita
a un possibile nuovo inizio.
E’ il primo coreografo francese a ricevere un Bessi Awards (premio coreografico negli U.S.A. 1996).
In Brasile si inizia alla Capoeira d’Angola, e collabora con Riu Moreira, danzatore ed interprete del GROUPO CORPO
con il quale collabora per la creazione della coreografia “D’une Rive à L’autre”
che è stato un successo internazionale.
Nel 2001 è invitato al festival FRANCE MOVE negli U.S.A. come rappresentante della danza contemporanea francese.
Nel 2003 crea una nuova compagnia, COMPAGNIE FRED BENDONGUE, che presenta lo spettacolo “Rumba vers Kin…”
(omaggio al suo incontro con i danzatori di Kinshasa) presentato in vari festival internazionali. Questa creazione segna
l’inizio di una trilogia di cui “OK Jaz ‘En Forme” rappresenta il secondo capitolo e che verrà
completata nella prossima stagione con “Ata Ozali”,
una creazione esclusivamente congolese.
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