Coreografia : Serge Aimé Coulibaly
Assistente alla coreografia : Lacina Coulibaly
Danzatori : Lacina Coulibaly, Lévy Tierema Koama, Sigué Sayouba, Serge Aimé Coulibaly
Musicisti : Sana Seydou Khanzai, Domba sanou, Benjamin Collier
Cantante : Djénéba Koné
Scenografia : Papa Mahamoudou Kouyaté
PATRICE LUMUMBA, THOMAS SANKARA, KWAME’ NKRUMAH, NELSON MANDELA.
4 figure storiche dell’Africa contemporanea, 4 icone dell’Africa di oggi in cui si identifica la gioventù. Babemba è anche la quarta creazione della Compagnia Faso Danse Théâtre, che risponde agli spettacoli precedenti, permeati da una visione piuttosto oscura dell’avvenire, con una volontà di suscitare speranza.
Serge Aimé Coulibaly ha saputo sviluppare un linguaggio artistico contemporaneo originale, ricco e potente, radicato nella culture africane e articolato intorno a tematiche forti in cui la danza è soprattutto emozione .
La sincerità delle scelte e l’incessante interrogarsi su temi politici e storici , fanno di lui un coreografo ”engagé” che propone alle nuove generazioni un concetto di riuscita e sviluppo, prodotti non tanto da un colpo di fortuna o da una bacchetta magica quanto da un impegno quotidiano costante, ossessivo, derivante da una grande passione.
Babemba è dunque un modo di ispirarsi agli eroi contemporanei per ritrovare la speranza e risvegliare il “combattente” che dorme in ciascuno di noi.
Un salto nella Storia per ricordare storie di dignità ritrovate , di non alienazione culturale, di grandi uomini che hanno osato inventare l’avvenire.
Una creazione sugli eroi contemporanei dell’Africa è anche una ricerca su uomini che credono nella forza delle proprie genti, nella loro inventiva e creatività.
Le quattro figure considerate, secondo Serge Aimé Coulibaly, hanno avuto una giusta visione sui problemi che ancora oggi si riscontrano in Africa.
Tuttavia Babemba non è uno spettacolo sulla loro storia bensì la ricerca in danza, gestualità, immagine ed emozione della parte di noi che si riconosce in questi uomini eccezionali.
Come tradurre in danza la facilità con la quale essi si rivolgevano alla gente esprimendo le loro idee? Che tipo di impegno utilizzare nella danza per essere d’accordo con queste idee? E, similmente a loro, come sedurre il pubblico ? con il virtuosismo? la violenza? lo charme? l’eleganza o con nuove invenzioni?
Cos’è che fa di ciascuno di essi un essere unico e mitico? Quali sono i punti in comune tra questi uomini, e fra loro e i comuni mortali? Tutti questi e altri interrogativi nutrono Babemba, che è una ricerca coreografica sulla passione, la speranza e il sogno, rappresentati su uno sfondo scenografico post- apocalittico.
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