Vincent Sekwati Mantsoe, danzatore e coreografo sudafricano, creatore della fusion dance, più volte premiato in Festivals internazionali, propone un linguaggio di danza arricchito di risonanze tradizionali e di aperture contemporanee.
Vincent Sekwati Mantsoe ci presenta la sua ultima coreografia ‘San’ con un ritmo interiore che lo conduce alle soglie della transe, imprimendo ad ogni movimento una dose d’energia da togliere il fiato. Sembrerebbe di vedere i suoi antenati danzare con lui… Spazi distinti che lo conducono al più alto grado di spiritualità, perché la dimensione spirituale è la colonna portante del percorso di Vincent Mantsoe.
San è ispirato ai viaggi e allo spirito del Khoi-San o Koi-Koi.
La parola “San” designa le persone che raccolgono il cibo nelle pianure dell’Africa del Sud. Sono gli abitanti del deserto dell’Africa Centrale e del Sud Africa, un tempo conosciuti con il nome di “Bushmen”.
La coreografia rappresenta il seguito del loro viaggio, una estensione del loro spirito e la scoperta di una differente forma di vita, nello stile, nel gusto, negli odori.
Tutti i linguaggi dei “San” fanno parte del linguaggio della famiglia dei Khisan, e si associano alla natura e alla danza in tutte le sue manifestazioni, anche contemporanee. Il processo di adattamento pone la riflessione sul modo con cui l’essere umano affronta l’incontro con il “non conosciuto”.
La creazione gira attorno alla questione di come ci si adatta al cambiamento partendo da un passato per proiettarsi verso il futuro, attraverso il tempo presente. Questo processo si espande, come le radici selvagge, impregnandosi delle forze che ci circondano, adattandosi a suoni e a melodie, all’inizio strane e incomprensibili per le nostre orecchie. Alla fine ci permette di manifestare, senza vergogna né senso di colpa, l’essere che veramente siamo.
La poesia della musica è un fattore chiave importante nella coreografia e completa la sensualità dei corpi dei danzatori, rinforzando la profondità dello Spazio e del Tempo. La partitura musicale “La passion de Rumi” ispirata al grande poeta persiano Mawlana Jalal Ad-Din Ba Khi Rumi, porta il cantante Shahram Nazeri a percorrere un viaggio poetico della vita, accompagnato dal flauto persiano del padre Hafez Nazeri.
Non si ha bisogno di comprendere le parole per apprezzare le pure emozioni di questa musica che, pur datando del 12° secolo, ha le sue radici multiformi nella più antica ‘via della seta’ (Turchia, Ouzbekistan, Senegal, Mali, Pakistan, ecc).