BRUNO GENERO il Djembefolà italiano chiamato in Guinea "il bianco dalla pelle conciata"


Un musicista straordinario, virtuoso di uno strumento leggendario: il djembe, tamburo malinke, sopravvissuto a secoli di storia per trionfare oggi, oltrepassate le soglie del nuovo millennio, nel panorama internazionale della musica.

È un percussionista italiano, originale, pieno di talento e sensibilità, precursore di quel gusto della contaminazione etnica che ha prodotto negli anni '80/'90 il tanto conclamato genere World Music. Ma lo stile di questo percussionista, celebrato come il miglior djembefolà non africano nella serata dei Grandi Maestri alla
Prima Biennale Internazionale della Percussione a Conakry (Guinea - maggio del '99), è sobrio e profondo.


Nessuna concessione all'esotismo da bancarella o alla tentazione degli stereotipi commerciali; per Bruno Genero il linguaggio del djembe è una via, un'immersione totale nel cuore dell'antica tradizione orale malinke, in cui la musica dei tamburi è nata dalle sonorità delle lingue parlate.

Per lui non si tratta di applicare i paradigmi e le tecniche della musica occidentale ad uno strumento che possiede i suoi canoni secolari e sperimentati, ma piuttosto di conoscere a fondo questi ultimi, per trarne un linguaggio universale che risuona ormai sul palcoscenico di tutti i continenti.


Bruno Genero si è spinto lontano. Ha conosciuto i vari stili e i diversi strumenti tradizionali, percorrendo in territorio africano le diramazioni dei linguaggi musicali nati dal ceppo mandingo, ne ha fatto una sintesi, mirabilmente espressa nei suoni del suo tamburo, e l'ha portata nella sua terra: l'Europa e l'Italia in particolare. Ha aderito alle tradizioni dei maestri "anziani", detentori delle conoscenze ancestrali che accompagnano questa musica, arricchendo il virtuosismo tecnico e l'espressione artistica con la dimensione del sacro.

Da questi stessi maestri e dal pubblico internazionale è stato riconosciuto e premiato non solo per la sua tecnica da virtuoso e lo stile originale, ma soprattutto per l'autenticità del suo percorso artistico che, pur spaziando con disinvoltura nelle tradizioni africane, rimane fedele alla propria identità.

Bruno Genero non è la "brutta copia" di un percussionista africano, ma un musicista completo, che parla la sua lingua e sa far parlare al djembe la lingua originaria.
Mamady Keita, considerato fra i maggiori esponenti mondiali della musica del djembe, ha detto di lui: "Sono in tanti, ormai, in tutto il mondo,
i 'non africani' che suonano questo strumento, ma Bruno è l'unico ad aver compreso la filosofia del djembe".